Asset Management

Global economic indicators have improved in all major regions, as seen in Citigroup’s data change indices, especially for newfound momentum in the U.S. into yearend—leading to a sustained pick up in corporate earnings expectations globally. Nevertheless, 2018 EPS growth consensus of 10% seems achievable, and robust global economic growth and easy financial conditions should limit the scope for disappointment.

– Source: JPM AM

Come mostrato nel grafico di Citigroup, gli indicatori economici globali sono migliorati in tutte le principali regioni, in particolar modo negli Stati Uniti. Ciò dovrebbe sfociare in una ripresa sostenuta delle aspettative di crescita degli utili societari a livello globale. Vista la politica monetaria ancora accomodante e dei solidi fondamentali economici, il consensus di una crescita degli utili del 10% appare facilmente fattibile.

– tradotto da JPM AM

After years of blistering asset purchases, the Bank of Japan disclosed that total assets on its balance sheet actually inched down by ¥444 billion ($3.9 billion) from the end of November to ¥521.416 trillion on December 31. While small, it was the first month-end to month-end decline since the Abenomics-designed “QQE” kicked off in late 2012.

– source ZeroHedge.com

Dopo anni di acquisti di attivi finanziari, la Bank of Japan ha comunicato che le attività totali sul suo bilancio sono in realtà calate di 444 miliardi di yen ($ 3,9 miliardi) da fine novembre a 521.416 trilioni di Yen il 31 dicembre. Sebbene piccolo, è stato il primo declino da fine mese a fine mese da quando il QQE progettato da Abenomics è partito alla fine del 2012.

– tradotto da ZeroHedge.com

In allegato trovate i GRAFICI AGGIORNATI riguardo l’andamento dei principali INDICI AZIONARI, OBBLIGAZIONARI, FX e variabili MACRO.

La fase “toro” vissuta sui mercati azionari in questo 2017 è sotto gli occhi di tutti. Le tensioni geopolitiche, in primis quella sul fronte asiatico, sono state messe in secondo piano grazie ai dati sempre più confortanti sull’effettiva ripresa dell’economia mondiale senza che questa abbia creato (stia creando) una vera e propria pressione inflazionistica. Le politiche monetarie hanno potuto rimanere quindi ancora molto accomodanti spingendo gli investitori a prendere maggiore rischio favorendo così i mercati azionari e quello obbligazionario ad alto reddito. Dopo un’estate per lo più anemica, infatti, da settembre le principali piazze finanziarie hanno ripreso a correre spingendo la volatilità ai minimi storici.

Yield-hungry Japanese investrors need to find alternative investment destinations as the high hedging costs make U.S. debt less attractive. When looking at foreign ownership of euro-zone bonds, Japanese holdings are disproportionately focused in France at the espense of countries like Italy and Spain. Combined with three-month currency-hedges, Italian and Spanish 10-year government notes yield Japanese investors around 2.3% and 1.9% respectively, far higher than the roughly 1.1% net return for French debt.

– source Bloomberg

La ricerca di rendimento da parte degli investitori giapponesi, spinge quest’ultimi a cercarlo all’estero. Visto il notevole differenziale di rendimento tra quello domestico e quello americano, le obbligazioni statunitensi sono poco attraenti in caso si voglia azzerare il rischio valuta e quindi l’investitore nipponico è obbligato a focalizzarsi in Europa. Guardando alla composizione dei sottoscrittori esteri delle obbligazioni governative europee, si nota come i giapponesi sono sproporzionatamente investiti in Francia sebbene il ritorno sia inferiore a quello spagnolo o italiano.

– tradotto da Bloomberg

The BOJ first started their buying spree in December 2010 – when they held no ETFs at all – and have since accumulated some $150 billion in aggregate holdings. The buying was all as part of unprecedented “economic stimulus” which has undoubtedly contributed to the Nikkei 225 Stock Average surging roughly 125% since December 2010. Of course, not everyone agrees as Naoki Kamiyama, chief strategist for Nikko Asset Management Co. in Tokyo, and Hisao Matsuura, a strategist at Nomura Holdings Inc., both saying the BOJ won’t cut its ETF target anytime soon.

– source ZeroHedge.com

La BOJ nel dicembre 2010 ha iniziato a sottoscrivere ETF e da allora ha accumulato circa 150 miliardi di dollari. L’acquisto ha indubbiamente permesso al Nikkei 225 di guadagnare circa il 125% dal dicembre 2010. Sebbene le opinioni tra gli analisti non sono unanime, Naoki Kamiyama, capo stratega della Nikko Asset Management Co. a Tokyo, e Hisao Matsuura, stratega della Nomura Holdings Inc., affermano che la BOJ non taglierà il suo obiettivo ETF in tempi brevi.

– tradotto da ZeroHedge.com

China will be running a hot fiscal policy for years to come, and the only way to counteract its effect, will be by tightening on the monetary side. This will also have the added benefit of causing the financial economy to slow. In fact, we are already seeing this play out in the housing market. According to Zulauf chinese authorities will address the imbalances in the financial sector and that will slow down the Chinese economy in ‘18 and ‘19, which will also slow down the rest of the world.
– source Bloomberg, Danske Bank, Macrobond Financial