Cogliamo nei cambiamenti delle opportunità di crescita

Una volta che la FED ha deciso di attuare una politica monetaria più restrittiva, ci sono poi buone probabilità che l’economia cada in recessione. Dalla costituzione della FED più di un secolo fa, degli 11 cicli di aumenti dei Fed Funds, 9 hanno provocato una recessione mentre solo 2 hanno creato un “soft landing” che ha permesso alla Fed di allentare ed evitare una recessione.

– tradotto da ZeroHedge.com

I buoni fondamentali delle economie dei paesi emergenti sono confermati anche dall’indice prospettico sul settore manifatturiero (PMI) che mostrano il 90% delle economie in espansione. Questa resilienza si è dimostrata anche durante la recente correzione dei mercati azionari e obbligazionari: come mostrato dal grafico, il mercato del credito EM ha corretto marginalmente. Secondo gli analisti della JPM, è probabile che questa forza sarà confermata anche in futuro.

– tradotto da JPM AM

The fundamental strength of emerging markets was recently reaffirmed by January purchasing managers’ indices, with nearly 90% of EM countries registering in expansionary territory.In an environment in which a broad range of markets, from equities to US Treasuries, have sold off, EM local rates have been surprisingly immune. Despite this de-correlation with risk markets, we do not believe that EM local rates are due for a correction: fundamental factors remain very solid and valuations are compelling, suggesting that demand for the sector will persist.

– source JPMAM

A major selling point for equities since the financial crisis has been the higher yield of equities versus fixed income, with earnings considered the “yield” of a share of stock. “The simpliest way to look at this Fed Model, everything is relative. If you think about it, if bond yields go higher, they offer more of a reward”, said C. Harvey, Wells Fargo head of equity strategy. “At the margin, the buyer, the asset owner, is slighty enticed to put more money into fixed income than into equity market”.

– source Bloomberg

Un punto di forza per le azioni dopo la crisi finanziaria è stato il maggiore rendimento degli ulili (Utile/Prezzo di un’azione) rispetto al rendimento del reddito fisso. Come mostrato nel grafico, il differenziale tra il rendimento obbligazionario e quello azionario (nel Fed Model rappresentato dagli utili dell’indice azionario S&P500) sta scemando a favore di quello obbligazionario. Se questo trend dovesse continuare l’investitore sarà sempre più spinto a vendere azioni e investire il controvalore in obbligazioni, accelerando di fatto la correzione sui mercati azionari.

– tradotto da Bloomberg

Historically asset performance has correlated strongly with the change in central bank balance sheets, especially on the way up. As a result, the big question is whether risk assets would exhibit the same correlation on the way down as well, i.e. drop. Citi’s analists say that for credit the answer appears to be yes, because as the following chart shows, the ongoing decline in CB assets is starting to have an adverse impact on investment grade spreads which have been pushing wider in recent days, in large part due to the sharp moves in government bonds underline the credit spread.

– source ZeroHedge.com

Storicamente la performance degli asset rischiosi è fortemente correlata alla variazione dei bilanci delle banche centrali, soprattutto in fase di rialzo. Di conseguenza, la grande domanda che tutti si pongono è se la correlazione rimarrà alta anche quando le banche centrali inizieranno a ridurre l’ammontare del proprio bilancio. Gli analisti di Citi sono dell’opinione che la relazione rimarrà valida anche con questo scenario in quanto la diminuzione appena iniziata degli attivi acquistati ha già impattato negativamente lo spread obbligazionario.

– tradotto da ZeroHedge.com

After depreciating 7% on a trade-weighted basis in 2017, the US dollar has declined a further 1.6% so far this year. What is driving this sharp move lower? The last week move was attributed to the press story regarding a reduction in, or halt to, Chinese purchasing of US Treasuries—although this has since been viewed as more of a political warning sign than an actual investment intention. The most valid explanation in JPM’s view is a rotation in equity market flows in favour of the euro over the US dollar, a trend we saw emerge last year, though there is little hard data to evidence recent buying.

– source: JPM AM

Dopo aver svalutato il 7% nel 2017, il dollaro USA è calato di un ulteriore 1,6% da inizio anno. Quali sono i motivi alla base? Il calo della scorsa settimana è stato attribuito alla notizia riguardante una riduzione (o l’interruzione) degli acquisti di US Treasuries da parte delle autorità cinesi,sebbene sia considerato più un segnale di avvertimento politico che una reale intenzione di investimento. La spiegazione più valida secondo gli analisti di JPM è una rotazione dei flussi del mercato azionario a favore dellazona euroda parte degli investitori US. Una tendenza che abbiamo visto emergere lo scorso anno, sebbene ci siano pochi dati chiari per evidenziare gli acquisti recenti.

– tradotto da JPM AM